Mourinho alla Roma, l’ironia dei social: oggi a Trigoria, domani al Campidoglio

Molti tifosi giallorossi si saranno svegliati stamattina col dubbio che la notizia di ieri fosse solo un sogno bagnato e invece no, come testimoniano le prime pagine di quasi tutti i quotidiani italiani: Josè Mourinho sarà il nuovo allenatore della Roma. L’annuncio, caduto come un fulmine a ciel sereno nel pomeriggio ha letteralmente fatto esplodere i social, tra romanisti festanti, interisti increduli e un poco feriti e giornalisti inglesi che si scervellano per capire cosa significhi “Daje Roma“.

Continua a leggere

Boris (F)4: la nuova stagione ci lascia basiti

La notizia era da tempo nell’aria, si accennava, si smentiva per poi alludere di nuovo: adesso finalmente sembra essere ufficiale, Boris 4 si farà. La serie culto italiana, se mai ne abbiamo avuta una, in onda per tre stagioni dal 2007 al 2010 è in lavorazione per un quarto capitolo. A confermarlo, dopo il leak di Alberto Di Stasio aka Sergio Vannucci è stato proprio Luca Vendruscolo, autore e regista della “fuoriserie”

Continua a leggere

First reaction: shock! Memeracconto di una crisi di Governo

Mentre proseguono le consultazioni per un eventuale Conte Ter, Pfizer & co fanno il bello e cattivo tempo sulla consegna dei vaccini (chi l’avrebbe mai detto?) e un redivivo Christian Eriksen decide il derby di coppa, gli occhi dell’Italia sono puntati su loro due, i protagonisti dello scontro dell’anno: e no, non parlo di Ibra e Lukaku.

Continua a leggere

“Ciao, 2020”, lo show russo che ha salvato il capodanno italiano

Per ovvi motivi, quest’anno lo show di capodanno in tv del 31 sera è servito non solo a dare il via al classico countdown prima di stappare lo spumante del discount e ballare il trenino sulle note di Disco Samba, ma si è caricato dell’onere e dell’onore di intrattenere tutti gli italiani costretti a casa. Fortuna che, contro ogni pronostico, il programma in onda quest’anno sia stato una meravigliosa sorpresa. Continua a leggere

Quando cadono i confini immaginari: gli incroci narrativi

Scritto da Ivano Lettere, autore del blog Lezioni Virali

Questa intromissione nel Blog di Davide Leo è il risultato di un presunto lavoro creativo ideato da Federico Cella (noto giornalista del Corriere.it, sagace, sadico e dall’atteggiamento sibillino)

Lo chiamano “crossover“. Una figata pazzesca, quando è progettato bene.

È il 23 dicembre 2015 e in Italia va in onda il sesto episodio della 26esima stagione dei “Simpson“. Tutto sembra svolgersi come sempre. La famiglia americana dal viso giallo è al completo: Homer, padre buffo e Continua a leggere

Cyberpunk o “cybercrunch”: quando il pesce puzza dalla testa

Dopo anni di attesa, Cyberpunk 2077 è uscito, ed è il gioco del momento. Il gigantesco hype che ha accompagnato l’uscita travagliata del gioco di CD Project Red si è concretizzato in oltre otto milioni di preordini, per un totale di 500 milioni di dollari già nelle tasche della software house polacca, a cui vanno ancora aggiunti i proventi delle vendite del day one, per uno dei lanci di videogiochi più grossi di sempre. Tutto molto bello, se non fosse che dietro la storia distopica e post apocalittica del futuro gioco dell’anno non ce ne sia un’altra forse ancora peggiore: quella dei suoi sviluppatori. Continua a leggere

Non ruberesti mai mille euro a Briatore: la patrimoniale raccontata dai meme

C’è, non c’è, si fa, non si fa: il totopatrimoniale è partito di nuovo, dopo il post di Fratoianni che comunicava la riammissione dell’emendamento da parte della stessa Commissione Bilancio che lo aveva bocciato solo due giorni fa. Come faccia una proposta di tassazione ad essere respinta per “carenza o inidoneità della compensazione”, cioè perché non ci sono le coperture, resta ancora un mistero; comunque pare sia ormai acqua passata, e la patrimoniale o, come piace chiamarla a noi, tassa sui ricchi, viaggia spedita verso il parlamento. Continua a leggere

Una pezza di Lundini come Boris: un fenomeno generazionale

Quando tra trent’anni il Carlo Conti dei millennials condurrà la nostra versione de I migliori anni, saranno pochi i fenomeni culturali e gli eventi generazionali ad accomunarci tutti e farci scendere la lacrimuccia, social esclusi: certamente ci saranno i cartoni animati di Italia Uno, i Pokèmon, i mondiali del 2006, e Boris. Boris ha rappresentato, per noi nati nella prima metà degli anni 90, una specie di riscatto: finalmente qualcuno che dicesse pubblicamente quello che noi adolescenti, costretti dai genitori a cena ad assistere allo scempio quotidiano del buon gusto da parte delle fiction generaliste, avevamo capito da tempo: Continua a leggere